mercoledì 27 gennaio 2010

Censimenti IWC Riserva San Giuliano



Nei giorni scorsi presso la Riserva Naturale di San Giuliano si è svolto il consueto censimento annuale nell’ambito dell’ IWC (International Waterbird Census) dell'avifauna acquatica svernante coordinata a livello nazionale dall'ISPRA (Istituto Superiore Per la Protezione e Ricerca Ambientale), ente vigilato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).
Il sito del Lago San Giuliano, inserito tra i SIC e ZPS della Rete Natura 2000 lucana e tra le aree Ramsar, ospita complessivamente ogni inverno diverse centinaia di esemplari delle varie specie, in particolare anatidi, cormorani, ardeidi, laridi, ecc. Le oscillazioni di livello idrico e altri fattori ambientali e antropici determinano variazioni annuali della componente faunistica che occorre sempre monitorare al fine di cogliere, negli anni, eventuali alterazioni molto significative che potrebbero essere indice di particolari problemi a carico della qualità delle aque e dell’ ambiente in genere.
A realizzare il monitoraggio Egidio Fulco, Matteo Visceglia e Cristiano Liuzzi, da sempre impegnati nella raccolta di dati faunistici fondamentali per una adeguata conoscenza e valorizzazione della Riserva di San Giuliano.
I dati raccolti saranno trasmessi all'ISPRA nei prossimi giorni e concorreranno a definire, insieme a quelli di centinaia di altri siti nazionali, lo status delle varie specie svernanti nel nostro Paese. I risultati dei censimenti sono anche utilizzati per valutare lo status delle specie prioritarie di interesse europeo più a rischio e di quelle di interesse venatorio. Pertanto il progetto IWC a livello globale mira a:
- stimare le dimensioni delle popolazioni delle varie specie di uccelli acquatici;
- descrivere le variazioni numeriche e distributive di queste popolazioni;
- stabilire l'importanza dei singoli siti di sosta, nel contesto generale dell'areale di svernamento.

L’assessore provinciale ai Parchi e Riserve Naturali Giovanni Bonelli ha dichiarato:
“Le aree umide della nostra provincia, grazie al regime di protezione di cui godono, stanno sempre più manifestando grande importanza scientifica e naturalistica capace di creare interesse nel mondo della ricerca.
I dati raccolti dagli esperti sono fondamentali per avviare una equilibrata gestione del sito capace di garantire una conservazione degli habitat e delle specie ed una fruizione che rientra nei limiti della sostenibilità e delle finalità principali di questa zona umida. La Provincia di Matera si impegnerà affinché sia garantito il raggiungimento degli obiettivi della legge istitutiva della Riserva che quest’anno compie 10 anni”.